Chissà cosa avrebbe fotografato Vivian Maier a Trastevere

Fonte: http://www.vivianmaier.comVivian Maier. Fonte http://www.vivianmaier.com

Uno dei miei quartieri preferiti a Roma? Indubbiamente Trastevere. Nonostante lo “passeggi” da quasi venti anni, continuo a perdermi nei suoi vicoletti. E a scoprirlo o riscoprirlo ogni volta.

In questo articolo vi parlo di Trastevere in chiave femminile, grazie alla fotografia e ad una donna che ha fatto della Street Photography la sua ragione di vita, Vivian Maier. Fino al 18 Giugno il Museo in Trastevere di Roma ospita un’affascinante esposizione fotografica dell’artista, insieme ad alcuni filmati in super 8.

Credo che non ci sia posto più azzeccato di Trastevere per ospitare la mostra di questa grande donna; l’antico quartiere romano conserva ancora intatto quel fascino di vita comune e popolare così ben raffigurato dalla grande artista nelle sue foto. Vivian Maier è stata grande a sua insaputa, perché, come spesso accade, la genialità di un’artista, emerge solo dopo la sua dipartita; è grazie ai social e alla fortuna se oggi possiamo ammirare i suoi scatti. La fortuna, in particolare, ha baciato John Maloof, agente immobiliare che è diventato custode di un ricco patrimonio artistico, grazie ad un’asta e a poche centinaia di dollari. Nel 2007 l’agente inizia la ricerca della donna, ma riesce a rintracciarla soltanto due anni più tardi, quando ormai non è più in vita.

L’opera di Maier è costituita da scatole e scatole piene di diapositive e foto, sviluppate nel bagno di una delle case dove Vivian faceva la tata. Questa è l’eredità che lascia a tutti noi, immagini di momenti rubati e attesi con pazienza; volti ritratti senza alcun artificio, spesso segnati dalla dura realtà, immagini di vita quotidiana che diventano arte, sguardi su Chicago, New York, alcuni dei posti dove la Maier ha concentrato i suoi scatti. La mostra ripercorre la vita dell’artista, la sua storia, e ci aiuta a conoscere l’America degli anni Cinquanta e Sessanta attraverso le sue fotografie.

 Ogni scatto accorcia le distanze tra noi che osserviamo e l’artista, in un percorso di avvicinamento che ci cattura ci scaturisce domande su come sarà stata la sua vita, quali saranno stati i suoi pensieri nell’attesa del momento perfetto per scattare.

Attraverso i numerosi “self-portraits”, riusciamo a conoscere Vivian più da vicino, la sua figura imponente, lo sguardo austero, anche se in alcuni scatti emerge un sorriso velato.

Alla fine della mostra ho tratto le mie conclusioni e ho costruito la mia immagine di Vivian, un’immagine romantica; vedo una donna felice e fiera della sua passione, una donna innamorata della fotografia e della  sua Rolleiflex. Viveva per catturare dei momenti, che diventavano suoi grazie a quella macchina tanto amata.

Il mio invito è di visitare qualsiasi mostra che vede lei e le sue immagini come protagonista. Per tutte le informazioni utili visitate il sito su Vivian Maier.

E se siete di Roma o siete in vacanza nella capitale allora non avete scuse. La mostra è ospitata al  Museo di Roma in Trastevere  fino al 18 giugno 2017.

Per non dimenticare la mia passione, quella culinaria intendo, vi regalo un piccolo percorso di gusto in giro per Trastevere. Partendo dalla mattina, con un’ottima colazione con prodotti francesi da LeLevain, per non dimenticare le origini francesi della Maier (sua mamma era originaria di Champsaur).

Colazione da LeLevain

Dopo la colazione dirigetevi al Museo per dedicarvi anima e cuore agli scatti della Maier. Prendetevi tutto il tempo che vi occorre, soffermatevi su ciascun immagine, riflettete e lasciatevi catturare dalle emozioni.

Per il pranzo vi porto in Via della Scala per un panino tutto street food. Si, perché questo pranzo io lo vedo in movimento, tra i viottoli di Trastevere, o magari seduti su una panchina a guardare la gente che passa, e perché no, approfittando per fare qualche foto. Trastevere è lo scenario adatto. Ritornando al panino, spendo due paroline; i ragazzi de La Prosciutteria sono carinissimi, noi non avevamo mai preso niente in quel locale, ed eravamo un pochino scettici (pensavamo fosse il classico posto da turista), invece ci ha piacevolmente sorpreso. Panini abbondanti, ingredienti particolari e gustosi. Io ho preso un panino con un prosciutto arrosto niente male, insalata e pomodori; mio marito, ha preso un panino con roast beef, ricotta e melanzane.

Il mio tour è finito, ora è il momento di iniziare il vostro. Buona giornata.

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