Torta alle arance di Sermoneta…

Una torta dalla consistenza particolare, molto profumata, che mi ricorderà sempre la giornata trascorsa nel magnifico borgo di Sermoneta!

Dolci colazioni, torta alle arance di Sermoneta

Perché torta alle arance di Sermoneta? Ora vi racconto una bellissima giornata, tra stradine medievali, bella gente, buon cibo e pausa relax nel giardino degli aranci di Sermoneta. La prima cosa che mi sento di consigliarvi è di visitare Sermoneta; io, che vivo a Roma da quasi vent’anni non l’avevo mai vista e sono rimasta piacevolmente sorpresa. Sermoneta è un borgo medievale in provincia di Latina, situato su un’altura dal quale è possibile vedere tutta la pianura pontina, le torri d’avvistamento e il mare. La città è circondata da possenti mura, al centro il Castello Caetani, costruito agli inizi del 1200 dagli Annibaldi ( il Castello è gestito dalla fondazione Caetani e per visitarlo si paga un biglietto, costo € 8,00 a persona – gruppi scolastici € 4,00 – gruppi organizzati min. 20 persone 6 euro).

Arrivati a Seromenta parcheggiamo fuori le mura gratuitamente e ci incamminiamo nella visita del Borgo, dopo una pausa caffé e un dolcetto tipico “Le Serpette di Sermoneta”, continuiamo a perderci nei vicoletti e ad osservare tutti i particolari che ogni casa racchiude. L’ora di pranzo si avvicina e decidiamo di fermarci in un ristorantino molto bello e dal fascino medievale, La Locanda Bonifacio VIII, un pranzo buonissimo con prodotti di qualità: antipasti misti con affettati particolari, polenta, fagioli, lumache, formaggi e confetture fatte in casa e poi i primi piatti, con pasta fatta in casa e condimenti saporiti e di qualità, i prezzi sono onestissimi, in due abbiamo speso meno di cinquanta euro. Con la pancia piena e un sorrisone stampato sul volto, decidiamo di continuare la perlustrazione del borgo, così da smaltire l’ottimo cibo. Visita al Castello e poi pausa frutta nel Giardino degli Aranci di Sermoneta. Un giardino curatissimo, pieno di alberi da frutto: aranci, mandarini, pompelmi. A custodirlo, una signora del posto; dopo aver fatto una chiacchierata con lei e con alcuni turisti, ci sediamo su un muretto e ammiriamo il bellissimo panorama che si apre davanti a noi, tutto questo mentre mangiamo i mandarini appena raccolti, che bontà. Salutiamo la signora, che mi regala qualche arancio appena raccolto, che il giorno dopo diventeranno i protagonisti principali della torta che sto per illustrarvi.

Il viaggio è finito si ritorna a Roma, salutiamo Sermoneta dicendo arrivederci, perché non si può non ritornare.Ora passiamo alla ricetta e agli ingredienti.

Torta per 6 persone – stampo da 23 cm di diametro

180 ml di olio di girasole

3 uova

3 arance 

120 g di farina di farro

120 g di farina 00

1 bustina di lievito

140 g di zucchero muscovado

  • La prima cosa da fare e cuocere due arance. Mettetele in una pentola, copritele con acqua fredda e cuocetele per una ventina di minuti, fate la prova stecchino.
  • Dividete a metà le arance eliminate i semi e frullate i frutti, se occorre mettete un pochino di latte.
  • In una ciotola mettete le uova, 120 g di zucchero e frullate, poi aggiungete a filo l’olio e per ultimo la polpa di arancia.
  • Setacciate le farine con il lievito e aggiungetele ai liquidi, mescolando con un cucchiaio.
  • Foderate una teglia con la carta forno e versate l’impasto al suo interno, cuocete a 180° per una trentina di minuti.
  • Fate il caramello all’arancia. Mettete in un padellino antiaderente le fette sottili di un’arancia, con 20 g di zucchero (potete metterne di più se non amate troppo l’amaro delle arance) e un bicchiere d’acqua. Fate cuocere lentamente e se occorre mettete altra acqua. Dovete ottenere uno sciroppo né troppo denso né troppo liquido.
  • Sfornare il dolce, fare tanti forellini con lo stecchino (in modo che il liquido penetri all’interno) e poi versate lo sciroppo. Guarnite con le arance e servite la torta ben fredda.

Alla prossima ricetta viaggiando e mangiando!

 

 

 

2 commenti Aggiungi il tuo

  1. elisabettapend ha detto:

    non lo conoscevo affatto questo borgo!!! grazie di avermici “portata” un po’ con tutti i cinque sensi<3 e la torta che ne è risultata, stupenda!!!

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    1. lavandapeperina ha detto:

      Elisabetta pensa che vivo a Roma dal 1999 e non ero mai stata a Sermoneta, ti dico che merita una visita, soprattutto in primavera, dai uno sguardo anche ai giardini di Ninfa. Baci

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